mercoledì 13 maggio 2015

Toglietemi tutto, ma non il mio libretto


Sarò retrò, ma nell’epoca del digitale, almeno all’università, lasciamo i pezzi di carta. 
Alla mia quarta sessione, ho imparato che il rapporto della Luiss e i server informatici, non è molto diverso da quello di mia mamma con Whatsapp: se con le prenotazioni degli esami il Web Self Service impazziva, non oso immaginare cosa succederà al momento delle verbalizzazioni.
Me li vedo già, prof e alunno, in un imbarazzante gioco di sguardi e tentativi di conversazione davanti alla pagina ‘’il server non è attualmente disponibile’’ al momento della verbalizzazione, nel caldo sole di Giugno, con una fila di altri venti-trenta studenti che devono essere interrogati. 
E poi, una volta cliccato su ‘’conferma’’, alzarmi da quella sedia, dopo l’interrogatorio, senza prove dello scampato pericolo o dell’impresa mi mette un po’ d’agitazione. Forse è una deformazione da giurista, ma a me quella firma nella terza colonnina ha sempre fatto tirare un sospiro di sollievo. 
Lo so che in molte università ormai il libretto cartaceo è stato abolito e che spesso quella serie, lunga o breve che sia, di numeri e firme può cambiare il voto (ma poi di quanto, effettivamente?) ma qualche perplessità ce l’ho, soprattutto visto che la sessione inizia a giorni, senza il tempo per fare qualche prova o imparare a far funzionare per bene il meccanismo.


In ogni caso, se proprio non realizzerò mai il sogno di riempire il libretto con tutti gli esami, lo dico ora: Informatica Giuridica l’ho già dato, se evitiamo di far riapparire alla Laurea PEC e firma digitale, è una gran cosa.

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