sabato 27 dicembre 2014

La sindrome di Rapunzel. Perchè non è facile essere una ventenne moderna.

A D., molto bionda e molto ingarbugliata

 Per la mia generazione, nonostante l’incredibile sforzo di fashion blogger, Fabrizio Corona e tronisti di Uomini&Donne, il senso della vita è ancora nella musica rock e nei film Disney. Se vi chiedete chi, durante le vacanze di Natale, guardi la quindicesima replica del Re Leone mandata in onda dalla Rai, fate un sondaggio tra gli attuali studenti universitari. E la Disney, che spende l’equivalente del PIL del Malawi in media strategist, lo sa bene. Roba che le ultime principesse uscite dal castello sembrano create apposta per diventare trend topic su Twitter.
Problemi di discriminazioni razziali e immigrati? Tacchete, Tiana (la Principessa e il Ranocchio) la principessa afroamericana, che ha lavorato sodo per tutta la vita per raggiungere il suo sogno. 
La parità fra i sessi sembra ancora lontana? Tacchete, Merida (the Brave) imbraccia l’arco che le ha regalato papà e supera di gran lunga tutti i suoi pretendenti, e dichiarandosi più single e convinta delle protagoniste di Sex&TheCity.
La donna più potente al mondo è l’austera governante di un freddo paese del Nord? Tacchete, Elsa (Frozen) porta avanti tutta sola il regno e costruisce palazzi reali in meno di quanto ci sia voluto per un km di Salerno-Reggio Calabria.

E poi c’è lei: Rapunzel. Capelli biondi fluenti e più lunghi dei Rotoloni Regina, occhi verdi, voce da usignolo…che c’entra lei in questa scia di eroine del Nuovo Millennio? Eppure, la solitaria principessa è molto più una ragazza del 2014 di quanto le maniche a sbuffo e il gonnellone la facciano sembrare. 
Non esattamente l'aspetto di una principessa rivoluzionaria

In primo luogo, la povera Rapunzel ha imparato fin da bambina che gli uomini sarebbero venuti da lei solo per i suoi meravigliosi capelli biondi, così da un lato, abbandona - AMEN! - l’idea del galante principe azzurro ma dall’altro si chiude per 20 anni in una torre difensiva insormontabile con i suoi pensieri e i suoi tormenti interiori.
Certo a noi ragazze comuni crescono grovigli di elucubrazioni mentali e fiumi di paranoie più che fluenti chiome dorate ma già qui, basterebbe fare un giro su Tumblr per capire quanto la disneiana eroina ci somigli -anzi, sono pronta a scommettere che se avesse avuto Internet, si sarebbe iscritta anche lei - ma andiamo avanti in questa analisi.
Rapunzel dall’alto della sua torre però vede il mondo esterno e inizia ad avere delle ambizioni. Come la disneiana reinterpretazione dell’Ulisse dantesco è curiosa di vedere delle stelle particolari che appaiono solo una notte all’anno e allora si fa coraggio e si dice: ‘’Mah sì, io ce la posso fare ad affrontare il mondo!’’ e corre dalla mamma, pronta ad emanciparsi, a prendere la strada per realizzare i suoi sogni. La risposta è qualcosa di molto simile a quello che ci sentiamo ripetere ogni giorno: ’’Ma dove vuoi andare tu? Sì hai diciotto anni, sei bella, intelligente, capace ma una ragazza sola non può affrontare il mondo là fuori, nessuno ti prenderebbe sul serio. Dai che stai meglio a casetta, chiusa dentro con mammina che ti prepara il tuo piatto preferito per cena!”
Tra l’altro, immagino che avere una madre iperprottetiva, ossessionata dal tenersi giovane, dalla lotta all’età, decisa ad acconciare la figlia per tutta la vita come una Barbie, non sia un problema solo della nostra Rapunzel, o sbaglio?
Ad ogni modo, la bionda principessa - ça va sans dire - è una ribelle, è pronta a spaccare il mondo, se ne frega delle raccomandazioni di mamma Gotel, e decide che pur di fare quello che vuole è disposta a vivere una doppia vita. E chi si sceglie come compagno di viaggio? Il primo bellimbusto con ciuffo che passa, che usa improponibili tecniche di conquista, non sa scegliere un ristorante decente, ama l’avventura e si è avvicinato a lei solo per mettere le mani su qualcosa di prezioso che Rapunzel tiene ben nascosto. Preciso che nel film è una corona precedentemente rubata dal palazzo reale - siamo pur sempre in un film della Disney - ma il succo della questione è abbastanza chiaro. 

Questo sarebbe lo ''sguardo che conquista''

E come se non bastasse, sul finale del film, si ritrova con un bob castano completamente improvvisato, per il quale una donna normale come minimo avrebbe querelato il parrucchiere per danni morali e d’immagine. 

L'espressione dice tutto

Eppure alla fine Rapunzel, nonostante un principio di sindrome di Elettra, il rischio di finire sul divano, col gelato ad imprecare contro ‘’quello stronzo di Eugene’’ e senza ‘’i capei d’oro a l’aura sparsi’’ ce la fa.
Affronta la madre una volta per tutte, raggiunge una posizione di comando di tutto rispetto e riesce perfino a far mettere la testa a posto allo scapestrato fidanzato che le chiede di sposarla. E il caschetto ora è pure di moda.


Da ventenne, mi piace pensare che siamo così : principesse ingarbugliate (''tangled'' è il titolo originale del film, nda) sì, ma anche principesse che scappano dalla torre e affrontano gli ostacoli, più che capaci di prendere l'iniziativa, di camminare a testa alta anche col taglio sbagliato e di prendersi quello che vogliono, non quello che una società vecchiotta e tradizionalista gli impone di volere. E vivremo tutte felici e contente, finché crisi di mezz'età non ci rovini.

giovedì 16 ottobre 2014

Un'ottima Aricciata

Ci sono notti che, a complemento di una BRILLAnte e lunga carriera universitaria, bisogna vivere almeno una volta. Per una matricola al primo semestre, l’Aricciata rappresenta una tappa fondamentale, un rito di passaggio. Anche perché ad Ariccia le due grandi anime - gli sbocciatori nopauvreté e  gli alternativicontrotuttociòchelaLuissrappresenta - della Luiss arrivano ad un incredibile compromesso storico: ‘’cor vino de Castelli semo tutti amici belli’’

Idealmente, l’Arricciata dovrebbe essere una tranquilla gita verso la zona dei Castelli Romani, per bere un po’ di vino e assaggiare la celeberrima porchetta, in un clima informale, genuino, conviviale e tutti quegli aggettivi che si usano per convincere la Direzione Generale che è un’attività con una qualche utilità diversa dal testare la propria resistenza alcolica.
SEMBREREBBE una cena tranquilla...

Ecco, idealmente. La realtà di Ariccia è tutt’altra, sempre che di realtà si possa parlare, visto che è più un’esperienza ai limiti della fantasia, che ogni anno raggiunge standard sempre più alti di deliranza e da origine a leggende metropolitane che saranno tramandate di studente in matricola ad ogni nuova Aricciata.)

ARICCIA DOPO
ARICCIA PRIMA














Ma di tutte le cose che vi hanno raccontato, alcune sono vere e altri sono postumi mai smaltiti della ‘’Romanella’', che hanno alterato definitivamente la memoria storica del primo narratore. 
Analizziamo le principali.

Leggenda 1: il vino è illimitato

Per esperienza, il vino è davvero illimitato. Ma il vino illimitato ha anche delle controindicazioni: perdita della dignità, istigazione alla discriminazione razziale/sessuale/sportiva/associativa, offuscamento della memoria e tendenza ad atti inconsulti.


Luissini all'apice dell'Aricciata

Leggenda 2: si sa in quanti si parte, non si sa in quanti si torna

Falso. Da Ariccia tornano tutti. Come tornano è un’altra storia. C’è gente che dopo Ariccia non è stata più la stessa. MAI PIU’.


Leggenda 3: quello che succede ad Ariccia, resta ad Ariccia

Ariccia è l’apice massimo della goliardia universitaria. Non pensate di baciarvi con un essere ripudiante, mettervi in ridicolo, denudarvi, senza conseguenze: anzi, aspettatevi di trovare la mattina dopo sulla vostra bacheca un servizio fotografico che neanche Vogue a Kate Moss e diventare le mascotte delle future Aricciate. Nei secoli, dei secoli, AMEN.

Come rischiate di finire immortalati

Leggenda 4: ''Ad Ariccia, l'anno scorso, ero sobrio''

Non credete MAI a chi dice di essere rimasto sobrio ad Ariccia. Probabilmente era così ubriaco da essersi convinto del contrario. Anzi non probabilmente, SICURAMENTE.



E ora se ancora vi sentite pronti per la serata più ignorante ed ubriacona e burina del semestre, non posso che augurarvi di diventare anche voi una leggenda di Ariccia. 
E ora, nunc est bibendum!

martedì 23 settembre 2014

10 consigli di sopravvivenza per matricole Luiss

Si sa che le matricole hanno sempre infiniti dubbi sulla loro vita universitaria. Così, se non fossero bastati tutti i consigli dei ragazzi più grandi, che, ieri mattina, hanno eroicamente sopportato le temperature tropicali di viale Romania e di via Parenzo solo per spirito di solidarietà con le prossime vittime generazioni Luiss, mi permetto di chiarirvi qualche dubbio anche io.


1.Quando vi dicono che i canali sono tutti uguali è vero: tutti ugualmente dannosi per la vostra salute mentale e/o fisica;

2. Gli orari cambiano ogni semestre, ma solo per diventare più complicati e assurdi: che so, un'ora il lunedì 18.00-19.00 e poi dodici ore di martedì 08.30 - 20.00 (Inglese incluso);

3. Tranquilli, la fila per le navette non è sempre così: quando siete in ritardo sarà molto, molto peggio;

4. Se pensate che i messaggi di Mamma Luiss siano una cosa ''figa'', ne riparliamo il 18 Agosto 2015;

5. Fate attenzione SEMPRE a come vi vestite: l'Outfit del Luissino vi sta guardando;

6. In realtà, le persone con cui legherete di più nei prossimi anni non sono i vostri compagni di corso, ma i baristi di piazza Istria;

7. Non fatevi prendere dal panico: gli esami NON ESISTONO fino a dicembre (se non più tardi);

8. In teoria la frequenza è obbligatoria alle lezioni, nella pratica la frequenza assidua alla Cabala (o Art, Chalet, Spazio, Shari, etc.) è ugualmente riconosciuta;

9. In amore, ad Ariccia e in guerra, tutto è concesso;

10. Non dimenticate il vostro numero di matricola: quelle sei cifre che stamattina a stento ricordate, significheranno molto di più tra qualche anno. Saranno amici giusti e lavatrici e amori sbagliati, serate ubriache e nottate insonni, assistenti stronzi e incredibili colpi di fortuna agli esami, professori esigenti e lezioni interminabili, discrete delusioni e soddisfazioni molto più grandi.
Come dicono negli USA, oggi è il primo giorno del resto delle vostre vite: datevi da fare!

martedì 16 settembre 2014

Tipi da Luiss, September edition

Nella vita tutto torna. Tornano gli amici, tornano gli ex, tornano i capelli colorati stile My Little Pony, tornano i pantaloni a zampa d'elefante, torna la polvere (anche se usi lo Swiffer) e tornano gli studenti da mamma Luiss. E come ogni anno, la fauna è più variegata che mai:

Il secchione
Quando stamattina, alle 8:25, incredibilmente in anticipo, sei entrato in classe, lui era già lì. Al primo banco. Con il quaderno aperto, la penna in mano, e gli evidenziatori messi in ordine di tonalità. Il libro e il codice li ha comprati mentre tu ancora ti prenotavi gli esami della sessione invernale. Voci di corridoio dicono che non abbia mai abbandonato Parenzo, dormendo  nascosto sotto un banco dell’aula studio con il Compendio di Procedura Civile come cuscino.

L’immigrato
L’ultimo ad andare via e il primo a tornare a Roma. Si prenota gli esami strategicamente per non dover restare nella terra d’origine per più di 2 giorni, 23 ore e 32 minuti. Meglio un esame in più a settembre, che un giorno in più a casa. Conosce le strade e i locali di Roma meglio di chi ci è nato. Prossimo obiettivo: cambiare residenza.

Il vacanziero (1)
Anche conosciuto come il latitante. L’hai visto l’ultima volta di sfuggita ad un esame, che già aveva la valigia pronta per  salire su un RyanAir a caso. Le uniche tracce della sua esistenza erano pochi post, taggati ogni settimana in una nuova parte del mondo. Sì, anche a Tuvalu. Ora che è tornato qui lo si vede ai tavolini al sole con cappello di paglia e infradito, nel disperato tentativo di ordinare un mojito e sentirsi ancora per un po’ a Mykonos.

Il vacanziero (2)
Ha finito la sessione il 12 Settembre, ma ha ben pensato di godersi comunque la SUA estate. Dal 15/09 al 22/09, a Ibiza. Al diavolo i corsi: l’unico Internazionale che gli interessa, è l’aereoporto dove sta per imbarcarsi.

Il fomentato
E’ arrivato a Roma poco meno di quarantotto ore fa, ancora con la valigia è andato a prendere un caffè con i coinquilini, poi al brunch con un’amica, all’aperitivo con i compagni di corso. Mentre disfaceva la valigia, si è organizzato per andare a ballare la sera stessa, quella successiva e quella dopo ancora. Ignora quando ha lezione, ma può dirti già tutti i continuativi e le serate universitarie di Roma, anche dei locali che non hanno ancora (ri)aperto.

Il super-organizzato
Chi ben comincia è a metà dell’opera è il suo motto.  Pianificatore seriale, ha già: - aggiornato la sua agenda e il calendario dell’iPad con tutti i principali eventi della vita universitaria; -calcolato matematicamente, con arrotondamento alla prima cifra decimale, quante pagine studiare al giorno per non restare indietro, -messo ansia a tutti gli altri 500 studenti del suo anno

Gli amici ritrovati
Il destino crudele li ha tenuti separati per i mesi estivi e ora devono recuperare raccontandosi tutto ciò che è successo –incluso quanti respiri hanno fatto – negli ultimi sessanta giorni. Le loro chiacchiere sono la colonna sonora di tutte le tue lezioni/pause caffè/aperitivi, tanto che a furia di parlare hanno sviluppato dei muscoli alla mascella che nemmeno i bicipiti di Mark Tyson- e causato un improvviso aumento nelle vendite di tappi per orecchie e cuffiette.

La matricola
(per una discussione più approfondita sulle matricole vedi qui) Il vero mistero è: perché sei qui? Hai ancora fino al 22 settembre per salvarti. PENSACI. Pensaci, finchè sei  in tempo.

martedì 2 settembre 2014

Rimandati a settembre

Doveva succedere.
Settembre è tornato, e con lui tutta una scia di devastanti cambiamenti:

1. Hai riscoperto quelle 6-7 ore del giorno che le persone tristi chiamano ''MATTINA''

Di Alba, purtroppo, non c'è solo l'attrice...

2. Il tempo non scorre più in drink bevuti, ma in pagine ripetute

3. C'è stata un'improvvisa migrazione di massa che ha spopolato le aree geografiche di Mykons, Gallipoli e Ibiza

4. Ti hanno diagnosticato la sindrome post - (floreal/schiuma/white/Tropicana)party

5. Non rifiuti più automaticamente gli inviti alle serate in quei di Roma, anzi hai addirittura ricominciato a leggerli 

6. Il Rosso ''scottatura di Ferragosto'' è diventato Rosso ''sangue buttato sul Torrente''

''A te che sei, semplicemente sei, sostanza dei giorni miei''

7. ''Oh Dani, ma quest'anno studiamo, ci mettiamo a dieta seriamente, andiamo in palestra, già che ci prepariamo Internazionale, risolviamo pure il conflitto palestinese, e se rimane tempo vediamo di costruire 'sto ponte sullo Stretto così l'estate prossima ti vengo a trovare senza problemi!"

8. Sei contento se un diluvio rovina gli ultimi giorni di vacanza altrui

9. Sei passato da ''Che figo sono una matricola!" a ''Povere piccole matricoline, ancora ingenue, innocenti, incoscienti...'' 

Come gli studenti dal secondo anno in poi vedono le matricole

10. Inizi a rivalutare anche le chat di gruppo da 435 messaggi al secondo pur di distrarti

11. Non vedi l'ora di abbandonare le caraffe di caffè notturne, per una serata all'Art Café

In questi momenti, voglio tornare al liceo, quando gli esami a Settembre li avevi perché studiavi poco, non perché avevi troppo da studiare. Sigh.


domenica 6 luglio 2014

Gran ballo Luiss 2014

Il primo anno di università è finito e con lui è andato anche il primo Gran Ballo Luiss. Un' università glam e di tendenza come la nostra, non poteva far terminare la sessione estiva che con un evento mondano, tra lustrini sfavillanti, cocktail ghiacciati e grandi ospiti internazionali. E io non potevo fare a meno di dire la mia.

#Accoglienza 3

Dividere gli elenchi in parti uguali sarebbe stato troppo banale. Meglio dividere le lettere dell’alfabeto: in fondo quanti cognomi con la A potranno esserci più di quelli con H-I-J-K messi insieme? Tanta solidarietà alle ragazze delle file A-C e L-P che ho visto resistere stoicamente sui tacchi per un’ora prima di riuscire entrare.

Elenchi analfabetici. 

#Location 6,5

I giardini di viale Romania sono sempre uno dei motivi per cui mi iscriverei ad Economia e Finanza pur avendo problemi già con 2+2. La foto tutta in tiro sul Red Carpet, sapientemente allestito, resta il motivo principale per cui ho comprato il biglietto, ma le pietre e la ghiaia non sono esattamente tacco-friendly e l’aula Chiesa piena zeppa il 5 luglio non è esattamente una buona idea.

#Gli Sponsor 4,8

Più presenti rispetto alla Giornata della Matricola ma decisamente non allo stesso livello. Gli occhiali Carlsberg già sono sulla mensola della bottiglia della Festa della Matricola ma il thè alla Pesca era caldo, la Nutella troppo poca e le creme scomode da portare. E poi, novemilaeurol’anno e la Sony nemmeno ci regalava il nuovo smartphone. 

Rimandati a Settembre.

#Gigi D’Ag (aka GigiDG e GLoStorto) 8

Entra subito in scena, ma a metà serata la sua performance viene interrotta da un calo della tensione elettrica. Non demorde e riesce nell’impresa di fomentare 400 studenti stipati in Aula Chiesa, il 5 Luglio con 40° all’ombra. Unica pecca, performance troppo poco zarra rispetto agli standard.

Lo spettacolo deve andare avanti, o comunque da qualche parte.

#Le ragazze 7,5

Partenza in sordina, con abiti fin troppo sobri per il Gran Ballo - giusto due o tre strascichi e poche paillettes di ordinanza - recuperano alla grande quando con l’innata grazia che le contraddistingue abbandonano le pose da femmes fatales per scolarsi tranquillamente un bel birrozzo sedute nel prato di Romania.

A lady with class, doesn’t need a glass.

#I ragazzi 9

Con la fermezza d’animo dei Marines Americani hanno sopportato il completo giacca-papillon, le buste degli omaggi Lierac delle amiche, le file e le foto di gruppo. Consolati dall’alcol, hanno anche trovato il tempo di regalare qualche rosa (purtroppo non a me).

Gentlemen d’altri tempi.

#il Re e la Reginetta N.A.1

Essendo ancora in fila per entrare, ho perso il momento dell’elezione, ma ho saputo che non sono bastati i gruppi sistematici di televoto che nemmeno la finale di The Voice per garantirsi l’ambito titolo. Personalmente, da buona blogger, vorrei fare i miei complimenti ai cinque vincitori social del trono e proporre Maria De Filippi e Tina Cipollari come ospiti del prossimo Gran Ballo e giuria di qualità. 

Una Corona, sale e limone.

#Luiss Guido Carli 10

In una notte di mezza estate è passato il primo ballo, il primo anno, la prima sessione estiva, le notti in bianco, i caffè ad ogni ogni ora, Inglese all'alba, le lavatrici venute male, i professori schizzati e le birre al Ginky. E visto che questa università siamo noi, un bel 10 ce lo siamo meritato tutto.

Ufficialmente in vacanza.




1non assegnato

martedì 17 giugno 2014

Notte prima degli esami (universitari)

Quando un anno fa trascorrevo la ‘’notte prima degli esami’’ a maledire il malcapitato Orwell, protagonista della mia tesina, ero convinta che quella fosse l’ultima settimana che mi separava dalla libertà. Credevo fermamente che dopo non avrei passato più notti in bianco a ripetere materie insulse di cui non capivo l’utilità. Credevo che non mi sarei mai più addormentata con le fotocopie stropicciate di improbabili disegni astratti che qualche professore si ostina a chiamare ‘’funzioni’’. Soprattutto, credevo che non esistesse niente di peggio.

Ecco, appunto, CREDEVO.
A distanza di un anno, i libri sono aumentati, le fotocopie mi sommergono e ho la netta sensazione che anno dopo anno sarà sempre peggio. 

Se c’è un’esperienza che segna la vita universitaria e tempra il carattere per sempre, quella è la notte prima di un esame. Ogni studente parte con una strategia ben precisa: studiare in tempo, arrivare il giorno prima già ben preparati così da dover fare solo una ripetizione generale, e andare a dormire presto per essere riposato il mattino successivo. 

Questo è come parte: il problema è come arriva. Se ci arriva.

Se l’esame è importante, non importa quanto tu abbia studiato, come per magia appariranno ‘’dispense facoltative’’ (leggi: unico argomento delle domande in sede d’esame) di volume pari o superiore a quello del libro che fino a quel giorno hai palesemente ignorato. 
Nel tentativo disperato di impararle, inizi a studiarle in maniera ossessiva, oberando la tua memoria che in risposta allo stress a cui è sottoposta decide di eliminare arbitrariamente tutto ciò che ha archiviato precedentemente. A quel punto ogni riferimento ad un articolo o ad un argomento collegato fa uscire allo scoperto i vuoti di memoria che si stanno formando: l’unica soluzione sembra essere il suicidio assumere abbastanza caffeina e taurina da sfruttare a pieno le sette ore che separano dall’appello. Roba che se ti facessero gli esami del sangue in quel momento, un bel servizio speciale a Mistero sulle tue funzioni vitali non te lo toglie nessuno. Arrivi ad un punto in cui ti svegli direttamente la mattina dopo con una serie di macchie giallo evidenziatore sul viso e il codice al posto del cuscino, chiedendoti: ''Perché a me?''

Poi ci sono gli esami c.d. ‘’complementari’’, quelli inutili da 6 crediti o poco più, dove il voto medio è 29,9 periodico. Trattati alla stregua dell’ora di Arte allo Scientifico o di Matematica al Classico, prima di questi esami l’adrenalina prodotta a causa della sessione trova sfogo nei modi peggiori. Se tutto va bene, ti ritroverai la mattina dopo con quarantacinque sveglie programmate saggiamente in anticipo e ottanta messaggi della tua migliore amica che ti ricordano che tra esattamente tredici minuti e ventidue secondi hai l’appello. 


Eppure, esattamente come alla maturità, la mattina dell’esame quelli bravi continueranno a prendere trenta perché tanto ‘’non sapevano niente’’, quelli bravissimi (vedi: i già avvocati) a prendere tutte le lodi perché ‘’va be ma mi ha chiesto la legge 234/2012, dimmi chi è che non saprebbe rispondere’’, gli studenti normali a confidare nel karma e nei santini nel portafoglio e gli scansafatiche ad andare male ‘’per colpa del professore stronzo’’. Quindi in bocca al lupo ai maturandi, ai maturati e anche a quelli ormai marci... per quello che mi riguarda, ''io speriamo che me la cavo!''


mercoledì 21 maggio 2014

20 problemi che solo uno studente Luiss può capire

Novemilaeurol'anno e uno si aspetterebbe di avere come unico problema se prendere Crystal o DomPero.

Come il mondo non Luissino vede i Luissini

E invece... NO

#1 I messaggi di Mamma Luiss, che neanche la tua vera madre quando va in ansia.

#2 Maggio e Gennaio sono quei mesi che se un camion ti investisse ti farebbe un gran favore

#3 Nessun ha ancora capito che non studi alla Lewis (o Liuss, che dir si voglia)

#4 Il badge scompare l’unica mattina su 20 semestri in cui te lo chiedono

#5 Non importa che tu sia madrelingua o meno, quando il sole sorge, dovrai alzarti ed iniziare a correre per non fare tardi ad Inglese

#6 Il prato di viale Romania è sempre più verde

#7 Le  e l e z i o n i

#8 Ogni anno rischi di trovare gigantografie di tuoi amici che ti fissano con un sorriso inquietante in tutte le ferrovie/aereoporti/metropolitane/stazioni dei muli d’Italia

#9 Tre appelli in una settimana non sono una sessione straordinaria, sono una straordinaria istigazione al suicidio (art.580 C.P. per ulteriori informazioni)

#10 Non importa quanto tu sia sotto sessione, c’è sempre qualcuno pronto ad immortalare impietoso la tuta di acetato e il mollettone per mandarli all’Outfit del Luissino
 
Ricorda: L'Outfit del Luissino ti sta guardando

#11 Il venerdì sera in sessione è targato #soloaulastudio

#12 Aspettare la navetta è come aspettare la pioggia in un periodo di siccità: inutile e deludente

#13 Hai iniziato a parlare il ‘’Luissese’', un misto di Romano-Siciliano-Pugliese-Campano-Calabrese incomprensibile a chiunque non frequenti l’università

#14 In ultima fila a lezione e in prima fila ai banchetti

#15 Ancora poco e smisteranno le matricole nelle associazioni col Cappello Parlante
Futura matricola impegnata a non finire nell'associazione sbagliata

#16 Professori che si ricordano dell'obbligo di frequenza una volta ogni due congiunzioni astrali, facendo puntualmente una strage

#17 "Ma la Pubblica non era la stessa cosa?'' (vedi art. 414 C.P.)

#18 Troverai prima un ago nel pagliaio che un posto in aula studio a Parenzo


#19 Alle ore 00.01 del giorno di apertura delle iscrizioni agli esami, se tutto va bene, sei già 92esimo

#20 Insieme si diventa... sì, più esauriti!

martedì 6 maggio 2014

La mala éducation

Fin da piccola, le buone maniere sono state una costante della mia vita.
Non che avessi alternative, vivendo in un paesone in cui non puoi essere altro che una signorina a modo e sistemata, ma posso dire che dopo quasi vent'anni, il risultato è più roseo delle aspettative.

Per quello che mi hanno insegnato, non c'è nulla di sgarbato nell'avvisare di un mancato appuntamento, anche se le motivazioni forse non erano proprio vires quibus resisti non potest.
Ancor meno sgarbato, cercare di trovare un compromesso per dar voce a più persone. Anzi a dirla tutta, quella l'ho sempre vista come una gentilezza, ma magari esagero.

Al contrario, l'incredibile maleducazione è interrompere qualcuno quando parla, per saltare automaticamente alle proprie conclusioni. Stesso discorso per il giudicare una persona senza conoscerla: subito penso alla nonna che, ad ogni pranzo di famiglia, gela con lo sguardo mamma e le zie zitelle se gli scappa una parola storta. ''E' una cosa da capere, da inciucesse'' - dice lei - e vi assicuro che nessuna delle due parole è sinonimo di ''educato''.

Non importano le motivazioni personali, per quanto onorevoli: definire un discreto numero di persone ''arrogantelli figli di papà'' per il semplice motivo che hanno il badge nel portafoglio di una determinata università, non è tanto diverso dal bollare il male con una stella di stoffa sui cappotti. E solo perché viene scritto su Facebook - e acclamato da fiumi di like - non diventa libertà di espressione o libertà parola. Al massimo è libertà di parolacce, ma per chi legge.

Ho tanta stima dei ragazzi che ancora decidono di interessarsi a quello che gli succede intorno, di mettere qualcosa in movimento, ancor di più se poi, questa voglia la impaginano e la distribuiscono tra i corridoi di un' università. Ho tanta stima, e gliela rinnovo stasera, con i complimenti per la maturità e la classe che -diciamocelo- nemmeno le nostre fantomatiche carte di credito Mastercard Black di papà possono comprare.






venerdì 2 maggio 2014

Allerta Sessione Estiva

Recenti studi di epidemiologia hanno confermato che nei mesi di Maggio, Giugno e Luglio, la sindrome da sessione estiva raggiunge il suo picco. In attesa che l'OMS si attivi, lancio una personale campagna per sensibilizzare gli studenti di tutto il mondo su questa malattia che ogni anno colpisce, impietosa, migliaia di noi. Per aiutarvi a riconoscerla, e a curarla, ecco i principali sintomi che possono presentarsi in un soggetto affetto da tale patologia:

#1 Hai messo la sveglia anche in un giorno in cui non hai Inglese

#2 La sveglia è diventata LE SVEGLIE

#3 Alla domanda come stai, rispondi: ''Terzo caffè'' (con voce sempre più isterica all'aumentare del numero di caffè)

#4 Misuri il tempo in pagine del manuale di turno, arrivando finalmente a capire il concetto della relatività del tempo (ma non quello della presunzione legale)

#5 Ormai il tuo profilo Facebook condivide automaticamente qualsiasi post contenga la parola ''ANSIA''

#6 Maggio è un pendolo che oscilla tra la fame compulsiva e sparuti ed incostanti sprazzi di prova costume nella coscienza

#7 Metà delle volte che nel raggio di 3km viene pronunciato un qualsiasi termine inerente all'esame che stai preparando, inizi a darne la definizione e a ripetere pedissequamente gli appunti, senza nemmeno pause per respirare

#8 L'altra metà delle volte, vai in crisi di panico perché ignori cosa sia

#9 ''Prima di studiare conto fino a 4096''

#10 La locuzione: ''secondo la dottrina...'' ti causa convulsioni, senso di nausea e temporaneo stato di shock

#11 Hai abbandonato 2 corsi su 3 perché altrimenti non hai tempo per studiare

#12 In realtà, la maggior parte del tempo la perdi a dire/pensare che non hai tempo da perdere

#13 Nel tempo restante, pensi che perdi troppo tempo a pensare che non hai tempo da perdere

#14 Una volta, al massimo, facevi la fila per il tavolo all'Art, ora dormi in università per il posto in aula studio

#15 Dopo tutte le maledizioni, non ti stupirebbe avere notizia di qualche improbabile incidente ai danni di uno dei tanti giuristi che popolano i tuoi incubi

#16 La concentrazione di Red Bull nel tuo sangue é inversamente proporzionale alla tua voglia di studiare

#17 Hai organizzato schemi e piani di studio più elaborati e precisi di quelli della Nasa per il lancio in  orbita di un satellite

#18 Qualsiasi posto va bene per leggere il manuale, che ti segue fedele anche in bagno

#19 La tua pelle sta sviluppando una nuova pigmentazione giallo evidenziatore

#20 Per scaramanzia, inizi a studiare sempre lo stesso giorno: DOMANI

Attenzione! Se sono presenti più della metà dei sintomi, si consiglia di consultare uno specialista.
La sessione estiva è una malattia, non sottovalutarla.

(Per ulteriori informazioni, leggere il foglietto illustrativo)

sabato 5 aprile 2014

Fidanzati giuristi, NO grazie

Sarà quel colorito pallido dovuto ad anni trascorsi in ascesi per studiare il Codice di Procedura Civile, sarà quell'espressione irritante da “so tutto io”, sarà quel mix di saccenza, latinismi, arroganza, presunta superiorità culturale e anche un po’ di nevrosi cronica, saranno vari e tanti motivi per cui uno studente/laureato in giurisprudenza (lui o lei che sia) è l'esatto opposto di un fidanzato accettabile. Diffidate di quello che dicono gli articoli sul web (scritti probabilmente da neo-laureati, con la mamma che li stressa per trovare un partner) e leggete qui:
1) Non avete nessuna speranza di avere ragione in una discussione. Per deformazione professionale, lui/lei ha provveduto ad archiviare una serie di testimonianze orali, documenti con valore legale di prova scritta, tabulati dei vostri accessi a Whatsapp e storico delle vostre registrazioni su Facebook, da utilizzare al momento opportuno. E mentre voi vi affannate a spiegare i vostri motivi, ha già preparato l'arringa con cui aggiudicarsi la discussione.
2) È una persona molto loquace. 
E' vero, in alcuni momenti il silenzio è imbarazzante, ma ce ne sono altrettanti in cui pregherete perché lui/lei sia imbavagliato e con tre giri di nastro adesivo ad impedirgli qualsiasi fonema. Senza contare che il rischio che una domanda banale come ''Che hai fatto ieri?'' si trasformi in un terzo grado di appello è all'ordine del giorno.
3) È una persona super impegnata.
Tutti sappiamo che anni a studiare profondissime discussioni dottrinali, ovviamente non accettate dal legislatore, sentenze con venticinque pareri diversi sulla stessa disposizione di legge e migliaia di articoli in giuridiche puro favoriscono la vita sociale. Come no.
4) Ha una grande pazienza. 
Che si dimostra soprattutto in quei momenti in cui userete incoscientemente termini giuridici. Esempio:''Tesoro, ma non possiamo non andare da Anna, mi sento in dovere'' ''Al massimo ti senti in obbligo: il dovere si esercita nei confronti di una collettività'' ''Ma amore, è la stessa cosa'' ''Tra di noi è finita''.
5) Non vi farà mai perdere tempo. 
Non è vero! Ogni giurista prevede già di rimandare di almeno due gradi di giudizio in tribunale, figuratevi nella vita, dove può andare ben oltre i tre rinvii. Per non parlare dell'incredibile capacità a trovare/creare cavilli e condizioni, e crogiolarsi negli infiniti iter burocratici. Che il tempo è denaro lo sanno gli Economisti, quindi, a meno che non vi piaccia aspettare ore ed ore il vostro amato partner, meglio che vi fidanziate con suddetta categoria.

Quindi, se non volete fidanzarvi con un pallido psicopatico, saccente, con tendenze maniacali e seri problemi a relazionarsi con tutto ciò che non contenga una serie di nessi logici in sequenza illogica e termini antiquati anche per Petrarca, cambiate facoltà su cui puntare. 
Ah, un momento... dimenticavo che c'era chi si era innamorato di Edward Cullen: come non detto...



lunedì 31 marzo 2014

Speciale Ammessi 2014/2015

Un po' meno di 365 giorni fa ero seduta a gambe incrociate sul divano, col pc da un lato e il telefono nell'altra. Oggi sono ugualmente seduta sul divano a gambe incrociate e il telefono vicino, ma nella mia casa a Roma. In mezzo ci sono una telefonata del mio compagno di banco dell'epoca, la prima di una lunga serie (infinita) di mail, un numero da sei cifre, questo blog e 5 esami, maturità compresa.

Ci sono modi e modi per reagire alla notizia: 



Di solito l'ansia accumulata nei fatidici trenta secondi tra l'apertura del link e la lettura frenetica dei nomi si trasformano in un'euforia degna del più oltraggioso dei baccanali, con danze, canti e pronuncia di parole incomprensibili non solo ai più, ma anche a se stessi.
Altri, invece, sbaranno gli occhi davanti allo schermo del pc e si chiudono in una forma di mutismo dovuta allo shock per aver visto il proprio nome nell'elenco. Riprenderanno le funzioni espressive solo una settimana dopo, quando finalmente realizzeranno di essere effettivamente entrati.
Storia simili per i negazionisti, insicuri fino al midollo, che si ripetono: ''Non è possibile'' e controllano in maniera alterna la graduatoria e la mail, indecisi se sia uno scherzo, un errore di battitura o un paradossale caso di omonimia.
Ci sono poi gli sboroni, quelli che ''tanto si sapeva'': finti indifferenti che ad ogni occasione non fanno altro che ricordare che loro sono entrati alla Luiss. Insopportabili quasi quanto quelli che si atteggiano a superiori, ma rosicano se il loro stato sull'ammissione prende meno mi piace di quello del compagno di classe. 

Personalmente, quando Marco mi ha chiamato per dirmi: ''Siamo dentro'', penso di aver creato nuove figure della ginnastica artistica, innalzato la soglia massima di decibel prodotta dalla voce umana, aver sbattuto contro ogni spigolo possibile e riso in maniera incontrollata fino alle lacrime. In sintesi, avevo tutti i sintomi della schizofrenia.


Da oggi ve ne diranno tante su questa università: che è da viziati, che è la migliore, che non ne vale la pena, che dà una formazione impeccabile, che la Bocconi è meglio, che la Bocconi è peggio, che le materie sono sempre le stesse ovunque, che vi regalano laurea ed esami, che se non mettete le Hogan in tono con la borsa non vi fanno entrare, che i canali vengono stabiliti in base al numero di carta di credito, che al bar servono caviale, champagne e ostriche (ma solo nei mesi avec la m, come insegnano i francesi)... 
Ma che siate decisissimi, titubanti o ancora in attesa dell'esito dei test di Medicina, preparatevi: a mettervi in gioco, alle strutture che funzionano, a poter dire la vostra anche a tutta l'Università, all'organizzazione, alle amicizie nate imparando a fare la lavatrice, ad investire su voi stessi, alle ambizioni concrete, e soprattuto, a non accontentarvi. 




Perché non ci siete abituati, ma qua va così.

Con affetto, 
una (quasi non più) matricola

P.S. Ad ogni modo, non preoccupatevi: in realtà, tolleriamo anche il marrone abbinato al nero e le scarpe da ginnastica, purché abbiate almeno una Prada originale o una camicia di sartoria con le vostre cifre.





giovedì 27 marzo 2014

Guerra nell'Olimpo

E' l'evento più atteso dell'anno (come la festa della matricola, il gran ballo, il College Party, il galà di Ottobre... d'altronde); il galà universitario che più top di così non si può, rigorosamente targato Art Cafè, a cui tutti sognano di partecipare. Indiscrezioni dicono che la visita di Obama nella capitale sia solo un modo per giustificare la spesa del tavolo.
Da giorni, ormai, siamo invasi da inviti, locandine e flyer di ogni dimensione! Ma se pensate che le vostre bacheche siano ormai possedute dalL'EVENTO, ricordate che l'Olimpo non è per i comuni mortali e noi luissini, ovviamente, siamo gli eletti.

Come per ogni grande evento che si rispetti, il conflitto ai banchetti di via Parenzo è UFFICIALMENTE aperto. Ma chi vincerà questa guerra? Chi dei Titani affiancherà Zeus sul trono?

In pole position, come sempre, troviamo gli inventori dei più svariati hashtag e campioni indiscussi del concorso "Sbocciatori si nasce". Un po' come i flyer dell'evento li trovi ovunque..., al bar, ai banchetti, in deposito...a breve anche nei bagni (in aula?! assolutamente NO!), con le loro cover fedeli all'associazione, sempre pronti a organizzare tavoli. Protagonisti delle loro serate?! Selfie con la bottiglia. Ovviamente #solobelvedere e #solodompero, ragazzi!
Cercheranno di raggiungere il potente padre degli dei con l'aiuto di Dioniso, dio del vino, delle feste e dell'estasi.

Più furbi e all'avanguardia sono i nostri nuovi piloti di Car2Go che, al carro di Apollo e alle alette di Hermes, hanno preferito la divina tecnologia Smart per accedere al regno degli dei. Come dargli torto? Cercano di staccarsi da questa malata "Generazione Europa" per diventare la "Generazione di Zeus" portandosi dietro la loro passione per i tornei più svariati. Ma ci vorrà più della protezione del dio dall'arco d'argento, se al padre degli dei diranno: "Ce la famo na partita a Burraco, o Zè?!". Fulmini e saette saranno, ovviamente, pronti a colpirli.

Ma attenzione, signori e signore (soprattutto le signore!)...per rompere questa monotonia sono arrivati loro, eh sì ragazze...proprio loro! I nostri new entry tra i banchetti di Parenzo, i più fighi della Luiss che con i loro foyer, le loro riduzioni gratis e i loro pacchetti speciali riescono ad ammaliarci ogni mattina e a illuminarci la giornata anche se abbiamo Inglese alle 8:30. Coloro che sono riusciti a riportare a casa 304 vittime del vino e del porchetta senza perdere un filo di charme. Dopotutto, chi meglio del dio della guerra, potrebbe vincere la lotta per affiancare il potente Giove sul trono dell'Olimpo?

Seppur defilati, resistono ancora gli organizzatori dei più svariati incontri, quelli che ai banchetti li vedi un giorno sì e mille no e che ti pedinano per tutta la facoltà per invitarti alle conferenze. La loro parola d'ordine è SPAM, e in quanto a pubblicizzare eventi tutti gli altri stanno a zero. Hanno le dita in cancrena perchè sono sempre lì, armati di notebook, ultrabook, tablet, IPhone, IPad, S4, S3, maxi e mini (e chi più ne ha, più ne metta) per condividere i loro eventi perchè "se non partecipi, poi, te ne penti!". Se nessuno li ha ancora uccisi è solo perchè sono protetti dalla saggezza di Atena, figlia di Zeus. Loro stanno bene così, e all'Olimpo probabilmente preferiscono il Nirvana (o i Nirvana).

E tu? Salirai sull'Olimpo? Vincerai questa guerra? MANCANO POCHE ORE...ARE YOU READY?

da un'idea dell'insostituibile S.

lunedì 24 marzo 2014

La giornata tipo dello studente Luiss

#ore 5:45

Dopo aver salutato il sole che sorge, il Luissino è ponto a mettersi sotto le coperte. Una volta a settimana è il sole a svegliare lui (insieme ad altre otto sveglie programmate a distanza di 15 minuti l’una dall’altra) ma non è ‘’nu juorn buon’’ perché alle otto e mezzo ha Inglese. Per tre ore. Senza pause. 


Luissine prima del sonnellino di bellezza


#ore 11:59

Apre gli occhi, e ancora nel dormiveglia compone il codice di sblocco dell’iPhone.
Guardando le foto su Facebook si ricorda che avrebbe dovuto essere a lezione, così mette Mi Piace alle foto dei compagni di corso per sentirsi partecipe e si consola al pensiero: ‘’Oggi studio’’.
Con questo proposito, prende il Torrente (o un suo equivalente), matita per sottolineare, evidenziatore giallo per i concetti importanti e verde per le parole chiave. Tutti i suoi progetti falliscono quando, dopo aver finito di sottolineare pagina 12, si accorge di non avere la gomma per cancellare. Nel cercarla si ricorda che deve 1.pranzare con Andrea, 2.svuotare la lavatrice, 3.comprare l’olio, 4.fotocopiare gli appunti di Micro e abbandona i libri alla polvere.

#ore 13/13:30

E’ il momento del pranzo. Generalmente, gli orari della Luiss favoriscono un pasto tranquillo e rilassato (ex: Privato fino alle 13:30, Economia alle 14:00). Il menù, riservato a palati sopraffini e un po’ gourmet, comprende oltre 30 varianti del panino con la mortazza e ben 50 dell’insalatona mista.

#Lezione obbligatoria (orario variabile)

Esiste almeno un professore a semestre che va seguito per evitare di non laurearsi più. Tale docente ha diverse abitudini come prendere le firme a sorpresa con la consulenza di un perito calligrafico, fare esercitazioni mirate su un argomento mai citato a lezione, ammettere all’esame solo i presenti a lezione in data 25/12, chiedere in sede d’esame la parola usata alle 15:41 del secondo venerdì di Ottobre. Trascorrono così tre ore, in cui l’unico obiettivo dello studente è sopravvivere fino alla pausa, disegnando caratteri non meglio identificati sul quaderno degli appunti.

Esempio di appunti di Economia Politica

#Pausa

In questo piccolo lasso di tempo, lo studente Luiss provvede a riportare alla normalità i valori di nicotina e caffeina nel sangue. Si occupa inoltre di curare le relazioni sociali, trovando nuove persone a cui chiedere l’accendino. Sulla pausa gli studenti si dividono in due grandi categorie: quelli della pausa di un quarto d’ora e quelli in pausa da un quarto d’ora e nessuna intenzione di smettere. Generalmente, questi ultimi li troverete al ‘’banchetto’’, con un libro di almeno mille pagine di fronte a lamentarsi che non c’è tempo per studiare tutto.

#ore 20:00

Ormai a pezzi dopo un’estenuante giornata di studio e lezioni, il Luissino torna a casa per riprendere le forze e prepararsi ad affrontare la parte più impegnativa: la notte. Da solo o in compagnia, si mette d’impegno per preparare una cenetta con i fiocchi. Visto che col filtro Instagram giusto anche il Ragù di Carne Barilla potrebbe ottenere una stella Michelin, nel frangente tra la pubblicazione della foto e l’assaggio, decide di mollare tutto ed iscriversi ad i casting per Masterchef. 
#me #masterchef #instacenetta #gnam #craccomifaiunbaffo
#maquantosonotop #food #ciccionissimi

#ore 23:00 

E tutto cominciò con: ‘’Vabbe, una birretta al Ginky, due chiacchiere e ci ritiriamo… ‘’ 

Mai più rivisto casa.

Disclaimer: è un post ironico! Non voglio offendere nessuno di voi che dormite col Campobasso e sognate cavilli legali, ma vi sono capitati questi compagni di corso qua. La vita è ingiusta.

martedì 11 marzo 2014

15 motivi per cui conquisteremo il mondo

I recenti successi della Luiss in campo sportivo (ancora complimenti ai ragazzi del basket) e mondiale (il nuovo CFO Apple é un ex-luissino) sono la conferma di qualcosa che, in fondo, sapevamo già quel giorno di Luglio quando ci siamo immatricolati: cominceremo da Roma per poi conquistare tutto il mondo. Cosa ci da questa certezza? 



1. L’ultimo che da Troia é venuto a Roma per volere di qualcun altro era Enea, ed ha un attimo gettato le basi dell'Impero Romano:  cercate la biografia del nostro direttore generale e iniziate a tremare;

2. Non c’è avversario politico che potrebbe competere con chi ha preso parte almeno una volta alle elezioni alla Luiss;

3. (per fan di Harry Potter) Siamo belli, siamo fotomodelli, siamo (stati) l’esercito di Celli;
4. La striscia di Gaza è un villaggio turistico rispetto alle nostre guerre tra associazioni, ma noi non abbiamo ancora rinunciato a combattere; 

5. Un leader deve avere anche un’immagine curata e la nostra cura per l’immagine è celebre in tutte le università pubbliche e in svariati social network;

6. In modalità ‘’week-end’’ riusciamo a non dormire per diverse ore di seguito senza perdere mai la carica;

7. Abbiamo sviluppato la capacità di nutrirci di soli crackers e risotti in busta senza particolari danni all’organismo;


08.(03) Siamo andati ad Ariccia, e siamo anche tornati;

9. Siamo originali in tutto, sopratutto Gucci e Prada;

10. Abbiamo davvero fegato, in tutti i sensi;

11. Almeno uno dei nostri migliori amici diventerà quell’avvocato che non vorrete mai incontrare in un processo;

12. Almeno un altro dei nostri migliori amici sarà un esperto di marketing e strategie;

13. ‘’Con amici così, chi ha bisogno di un esercito?’’ cit.

14. Grazie agli esperti di Public Speaking abbiamo elaborato una risata malefica efficace e convincente;

15. Abbiamo già risolto grandi problemi di comunicazione internazionale come quelli tra siciliani e calabresi, napoletani e padani, pugliesi e pugliesi…;

Ora avete due scelte: allearvi con noi o prepararvi (inutilmente) a resistere.

sabato 8 marzo 2014

8 marzo 2014

L'8 marzo, come tante altre festività, sta diventando sempre più la giornata dei fioristi e degli ingressi donna omaggio nei locali, lasciando al dimenticatoio il suo significato originale. Eppure, ci sono ancora donne per le quali vale la pena sostenere la speculazione sul commercio di mimose.


Sono quelle donne che ieri sera erano ad Ariccia in felpa, e stasera, saranno all'Art più chic di Kate (Moss o Middleton, a seconda dei gusti). E che un giorno, non passeranno solo la selezione all'ingresso ma anche quella naturale.
Sono quelle che non hanno ancora rinunciato a combattere ogni giorno contro le discriminazioni, la lavatrice e la bilancia.
Sono quelle che cercano il Grande Amore, ma uno come il Grande Gatsby va bene lo stesso.
Sono quelle che ogni giorno affrontano di corsa le scale della vita e di Parenzo, per non arrivare tardi ad Economia Politica. Che, poi, sono le stesse che tirano fuori gli artigli (freschi di manicure) per farsi strada in un mondo di uomini. Ma non cercate avvocatesse e presidentesse, fate prima a guardare i film del grande Totò.
Sono quelle che hanno ancora paura di un cuore o di un unghia spezzata, ma non di spezzare le ossa a qualcuno, in casi estremi.
Sono quelle che credono che 18 sia prima un tacco e poi, forse un voto.
Sono quelle donne che per non essere innocue solo nei 5 minuti in cui si asciuga lo smalto, usano quello fast-dry: non si sa mai cosa può succedere nei nostri ''5 minuti''

Sono quelle che vedo alla Luiss ogni giorno: amiche, sorelle, amanti, colleghe di studi, fidanzate, compagne di banco e di ubriacature. Quelle che vi passano gli appunti, e vi riportano a casa all'alba, senza dimenticare di rimboccarvi le coperte e che almeno oggi, meritano di essere celebrate.
Auguri, ragazze, dedicatevi queste 24 ore. Ad astra.