martedì 19 gennaio 2016

#escile o di come dovremmo rifarci il se(n)no


E’ in corso una gara di solidarietà tra i principali atenei privati milanesi e (ahimè) non. Studentesse universitarie non meglio identificate hanno deciso di risollevare il morale (e non solo quello) dei propri compagni di corso, ormai rassegnati a vederle solo chine sui libri e non in più interessanti posizioni, sulle quali non c’è bisogno di approfondire.
Sai mai che dovessero prenderci sul serio, all’università privata. 

Quando l'arte non ha bisogno di spiegazioni
Basta guardare il fenomeno mediatico che si è generato su quella che avrebbe dovuto essere una banale goliardia tra pagine universitarie per capire che c’è qualcosa che va oltre l’ironia e la malizia. 

Sì, ragazze mie, perché che l’esibizionismo sia una geniale e lodevole strategia di marketing ci crede solo Il Giornale. Per gli altri (non) illustri commentatori della notizia (ma si può davvero chiamare così?), è un po’ più: ‘’E cosa c’era da aspettarsi dalle università dei figli di papà?’’. Per altri ancora, la prova che la laurea in qualche modo ce la guadagniamo. 

Sia chiaro, nessuno vi impedisce di pubblicare una vostra foto come mamma via ha fatto. Nonostante i retaggi culturali misogini e i rimproveri delle comari al balcone, tra una curva di indifferenza e una gaussiana, una curva in più non è un crimine. Solo vi prego non fatelo a nome delle altre studentesse della vostra università.
Magari non a tutte fa piacere essere considerate aspiranti Valentina Nappi, o di essere associate ad un’immagine non esattamente integerrima (e all’opinabile gusto in fatto di lingerie sexy di alcune di voi). Libertà vostra, libertà loro. E non solo. 
Io lo dico per voi. 
Perché altrimenti quando chiamate ‘’troia’’ la malcapitata con il vestito un po’ più corto, su cui ha messo gli occhi il vostro lui, siete incoerenti. E quando lottate contro la violenza sulle donne, vi prendono un po’ meno sul serio. E quando vi chiedono se volete i croccantini, è più difficile non rispondere ‘’Bau’’.


Questo non significa ispirare la propria vita a quella delle suore di clausura, ma se volete che qualcuno guardi anche agli emisferi celebrali che avete tra le orecchie, le sfere che avete addosso - almeno in pubblico - è meglio coprirle quanto basta. 

domenica 4 ottobre 2015

5 nuove ed imperdibili funzioni della LuissAPP

Ammettiamolo, all’università questa cosa della LuissAPP sta un po’ sfuggendo di mano. Tanto entusiasmo, però, non è ingiustificato: la nuova APP è pronta a stupirvi con funzionalità che non avevate neanche pensato possibili. 

1. Miglioramento della piattaforma di prenotazione esami
Se fino al semestre scorso, la notte dell’apertura prenotazione esami era obbligatorio restare a casa per difendere con il sangue e con i denti il proprio primato nell’ordine di prenotazione, con la nuova APP ogni studente potrà prenotarsi per Metodologia della Scienza Giuridica comodamente seduto su un divanetto dell’Art, bloccando il WWS in meno della metà del tempo.

2. Auto-compilazione del libretto on-line
Al termine di ciascun appello, gli studenti potranno inserire autonomamente il proprio voto per ciascun corso nel Web Self Service. Questa funzione non solo permetterà di ridurre ulteriormente la durata della sessione (il tempo è denaro, perché sprecare più di un mese per tre appelli?) ma di allenare gli studenti all’autovalutazione e alla consapevolezza di sé, con l’ulteriore beneficio di eliminare qualsiasi costo di transazione, a vantaggio dell’autonomia privata (e che il teorema di Coase ci benedica).

3. Personalizzazione menù mensa
Oltre a visualizzare le pietanze servite ogni giorno alle mense di Via Pola e Viale Romania, sarà possibile personalizzare il menù, anche con poco anticipo, per far aggiungere caviale, foi-gras e ostriche (queste esclusivamente nei mesi con la r, come dicono i francesi). Sarà anche possibile far aggiungere una bottiglia a scelta tra Dom e Armand de Brignac.

4. Prenotazione posti navetta, aula studio e prevendite per il Vibe
Quante volte avete dovuto correre a Parenzo o a Romania per accaparrarvi un posto in aula studio? Ma, soprattutto, quanto è insopportabile dover correre ai banchetti prima che le prevendite o i posti per Ariccia finiscano? Beh, LuissAPP può anche questo. Voci dicono che nella versione definitiva (ricordiamo che è una versione sperimentale) sarà possibile anche organizzare tavoli e fare la comanda dei distillati. 

5. Funziona
La vera e ineguagliabile innovazione.

mercoledì 13 maggio 2015

Toglietemi tutto, ma non il mio libretto


Sarò retrò, ma nell’epoca del digitale, almeno all’università, lasciamo i pezzi di carta. 
Alla mia quarta sessione, ho imparato che il rapporto della Luiss e i server informatici, non è molto diverso da quello di mia mamma con Whatsapp: se con le prenotazioni degli esami il Web Self Service impazziva, non oso immaginare cosa succederà al momento delle verbalizzazioni.
Me li vedo già, prof e alunno, in un imbarazzante gioco di sguardi e tentativi di conversazione davanti alla pagina ‘’il server non è attualmente disponibile’’ al momento della verbalizzazione, nel caldo sole di Giugno, con una fila di altri venti-trenta studenti che devono essere interrogati. 
E poi, una volta cliccato su ‘’conferma’’, alzarmi da quella sedia, dopo l’interrogatorio, senza prove dello scampato pericolo o dell’impresa mi mette un po’ d’agitazione. Forse è una deformazione da giurista, ma a me quella firma nella terza colonnina ha sempre fatto tirare un sospiro di sollievo. 
Lo so che in molte università ormai il libretto cartaceo è stato abolito e che spesso quella serie, lunga o breve che sia, di numeri e firme può cambiare il voto (ma poi di quanto, effettivamente?) ma qualche perplessità ce l’ho, soprattutto visto che la sessione inizia a giorni, senza il tempo per fare qualche prova o imparare a far funzionare per bene il meccanismo.


In ogni caso, se proprio non realizzerò mai il sogno di riempire il libretto con tutti gli esami, lo dico ora: Informatica Giuridica l’ho già dato, se evitiamo di far riapparire alla Laurea PEC e firma digitale, è una gran cosa.